Il calcio comasco e lombardo piange la scomparsa di Fabrizio Roda, l'ex difensore morto a 57 anni dopo una malattia. Nato a Monza il 5 marzo 1969, Roda è ricordato soprattutto per la sua unica, fugace apparizione in Serie A con la maglia del Como, datata febbraio 1988. La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio a Como, Varese e Crema, città legate alle tappe principali della sua carriera.

L'esordio in Serie A contro Vialli e Mancini

La sfida di Marassi

Era il 14 febbraio 1988, aveva appena 18 anni e il Como giocava a Marassi contro la Sampdoria. Il Como allenato da Tarcisio Burgnich affrontava a Marassi la Sampdoria di Vujadin Boškov, una delle squadre destinate a lasciare il segno nel calcio italiano di quegli anni.

I blucerchiati vinsero 3-0, ma per il giovane difensore comasco quella partita rappresentò un momento indimenticabile. All'85', con il risultato ormai compromesso, Burgnich lo mandò in campo al posto del centrocampista Fabio Viviani, destinato in seguito a diventare una bandiera del Vicenza. Fu il suo esordio in Serie A e l'unica presenza nel massimo campionato.

Una Sampdoria da leggenda

Al suo fianco, con la maglia biancoblù, tra gli altri, Dan Corneliusson, Stefano Maccoppi, Giovanni Invernizzi e Massimo Alibiero. Nella Samp erano in campo Roberto Mancini, Gianluca Vialli e Pietro Vierchowod, che aveva segnato il gol dell'1-0. Affrontare una delle squadre più forti della Serie A di quegli anni resta l'episodio più prestigioso della carriera di Roda, anche se durato appena cinque minuti.

Una lunga carriera tra Serie C e dilettanti

Dopo l'esperienza con il Como, Roda ha proseguito la carriera lontano dai riflettori della massima serie, attraversando diverse piazze del Nord Italia.

Le tappe da professionista

  • Dopo l'esperienza con i lariani, il terzino nato a Monza passa al Varese, con cui colleziona 12 presenze in Serie C2 nella stagione 1988/89.
  • Col Pergocrema aveva collezionato 59 presenze nella stagione 1989-90 e nel campionato 1991-92.
  • Nella stagione 1994-95 è approdato alla Pro Vercelli, dove ha trovato spazio nella squadra allenata da Sergio Caligaris, appena tornata tra i professionisti.
  • Indimenticabile, poi, il suo contributo alla Canzese quando in pochi anni arrivò alla promozione in Serie D.

Un percorso che lo ha portato a vestire anche la maglia del Fiorenzuola, in una carriera trascorsa per lo più tra Serie C e campionati regionali, prima del ritiro definitivo nel 2001.

La vita dopo il calcio giocato

Terminata l'esperienza da calciatore, Roda è rimasto nel mondo del pallone, continuando a frequentare i campi del territorio lariano. La sua conoscenza del calcio e la sua esperienza sono diventate una risorsa per diverse società dilettantistiche della provincia di Como.

È stato mister ma anche direttore tecnico dell'aggiornamento e della formazione per gli allenatori all'Asd Samz, a Eupilio. Ha allenato anche l'Atletico Erba e l'Arcellasco, due realtà dell'Erbese che lo hanno voluto ricordare con affetto dopo la notizia della sua scomparsa.

«Grazie per aver trasmesso a noi e a tutti i ragazzi che hai allenato l'infinita passione che hai avuto per questo sport», ha scritto l'Arcellasco nel suo messaggio di cordoglio.

Il dolore della comunità e il funerale

La scomparsa di Roda ha colpito profondamente le comunità in cui aveva vissuto e lavorato, da Eupilio a Crema, passando per Como e Varese. La sua vita era stata segnata da momenti estremamente difficili, come la morte della fidanzata in giovane età, quando ancora era calciatore, un'esperienza che lo aveva profondamente segnato.

Il funerale si terrà in San Giorgio alle 16.30, e Fabrizio Roda sarà poi seppellito al cimitero di Merone. Il ricordo di chi lo ha conosciuto resta legato tanto alla breve ma intensa parentesi in Serie A quanto ai lunghi anni dedicati al calcio di base nella provincia comasca.